Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

AICS Ozzano Dove siamo Partners Eventi
Strong By Zumba Ginnastica Artistica Ginnastica Dolce Total Body Hata Yoga Kundalini Yoga Scuola Judo Ginnastica Stretching Corso Pilates

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player
Email

<
LG_Parinama PARINAMA HATHA
YOGA – METODO
BRUNO BALEOTTI
Nuova palestra presso
Collina
via Giuseppe Impastato N° 26, Ozzano dell’Emila
I corsi iniziano
il 4 settembre 2017
nella nuova palestra presso
il complesso residenziale
“Collina in Fiore” via Giuseppe Impastato N°26
Ozzano dell’Emilia
Giorni: Lunedì e Giovedì
ore 18,00-19,15 e 19,15-20,30
Giorni: Martedì e Venerdì
ore 18,00-19,15 e 19,15-20,30
La lezione di prova
E' sempre possibile effettuarla ed E' gratuita.
YOGA: L’AZIONE INTELLIGENTE -
Quello che eleva la pratica degli asana al di sopra dell’esercizio è l’azione intelligente e la consapevolezza che si riesce a sviluppare con tutto il corpo. Riuscire a purificare un movimento meccanico in un’azione intelligente trasforma la pratica dello yoga in una meditazione in movimento. Come scrive B.K.S.Yengar nel suo libro “Light on Life”: “L’azione è movimento unito all’intelligenza”.
L’azione intelligente implica un aumento della sensibilità e della reattività del corpo e della mente, una consapevolezza totale. Vuol dire praticare in modo che ciascun movimento eseguito, e la corrispondente posizione di ogni parte del corpo, siano osservati con attenzione e quindi raffinati con cura per migliorare equilibrio, stabilità e libertà. Questo atteggiamento porta ad avere un allineamento maggiore e un minore affaticamento di articolazioni, muscoli ed organi. Se sei attento a quello che stai facendo e ascolti i segnali che ti manda il corpo, il rischio di farti male diminuisce notevolmente. Per praticare gli asana come percorso meditativo, occorrerà imparare a non farsi coinvolgere dalle distrazioni, sia fisiche che mentali.
Questo permetterà di fare a meno dello sforzo in eccesso in ogni posizione e, nel tempo, riuscire a raggiungere una sensazione di assenza di sforzo. Sviluppare questo tipo di sforzo senza sforzo trasforma la pratica degli asana da semplice esercizio in un viaggio profondo verso il proprio sé interiore. All’inizio della pratica ci si dovrà impegnare a fondo per apprendere le posizioni, durante questa fase le difficoltà risulteranno spesso stimolanti e consolideranno la nostra volontà. Durante il cammino, prima o poi, incontreremo però anche altre difficoltà che non potremo superare con la sola determinazione. Incontreremo cioè i nostri limiti. Diventare consapevoli, anche su questo aspetto, può talvolta far desistere alcuni soggetti che non vogliono mettersi in gioco accettando tutte le regole, capendo che questi limiti possono rappresentare un valido e prezioso strumento che può aiutarci a comprendere meglio chi siamo.
I grandi maestri dicono che “Si pratica per vivere, non si vive per praticare”. E lo yoga insegna a vivere, anche perché riuscendo a modificare il nostro atteggiamento di fronte alle difficoltà della pratica, di fronte ai nostri limiti, riusciamo a trasformare il nostro approccio nei confronti della vita.
Sul tappetino, come nella vita, possiamo capire come siamo, rinunciatari rispetto alle difficoltà evitando situazioni difficili senza guardarsi dentro oppure spavaldi che si buttano a capofitto nelle situazioni senza interpretare i propri limiti rischiando di farsi male o ancora coscienti dei propri mezzi che accettano serenamente tali limiti e che sanno dirsi che stanno tentando qualcosa di difficile e che si apprezzano per questo al di là del risultato
Nella pratica yoga, la frustrazione si manifesta se l’intento è quello di ottenere un risultato, non tanto quello di ampliare un limite. Infatti, ciò di cui siamo alla ricerca è un viaggio interiore, non il raggiungimento di una meta e quanto il limite iniziale possa espandersi, dipende dalla storia personale di ognuno. In genere nello sport si cerca di superare il proprio limite mettendosi in competizione con qualcun altro. Nello yoga, invece, puoi comprendere quali sono i tuoi limiti, senza entrare in sfida né con te stesso né con altri. La ricerca di un livello di pratica superiore non deve creare ansia, ma deve essere una progressione, un avanzamento in base al proprio momento evolutivo fisico e mentale, al periodo della propria vita, al mese, al giorno, all’istante. Bisogna avere sempre presente che occorre portarsi rispetto, che non si deve agire con violenza verso se stessi e che è importante imparare ad accontentarsi. Riconoscere che non siamo e non saremo mai perfetti dovrebbe darci un senso di sollievo, non di rinuncia, perché non significa accontentarsi di essere mediocri, ma solo rendersi conto dell’impossibilità della perfezione che è spesso solo una prospettiva sbagliata. Accettare i propri limiti, vedere l’imperfezione in noi stessi, ci permette di accettare anche quella degli altri e rende possibile vivere pienamente. Allora si sarà felici di avere un buon compagno senza pretendere che sia perfetto, un buon figlio e non un figlio perfetto, un buon lavoro e non un lavoro perfetto. Perché tanto compagno, figlio e lavori perfetti non esistono, così come non siamo perfetti noi e potremo imparare a essere felici di avere una buona pratica yoga senza pretendere di avere una pratica perfetta.

Namasté Eugenio Bartoletti
HY1

Corso Garibaldi, 2 - 40064 Ozzano dell'Emilia (Bologna)